WTA Roma, Cirstea e l’ultimo ballo per riscrivere altre pagine di una lunga storia
Quando l’ultimo ballo si trasforma in una delle storie più appassionanti del 2026. Parliamo della trentaseienne Sorana Cirstea, che sta trasformando il suo ultimo anno nel circuito in una cavalcata trionfale. L’annuncio del ritiro a fine anno sembra aver liberato definitivamente la mente della tennista romena. Al Foro Italico, Cirstea continua a macinare vittorie, raggiungendo per la quarta volta nella sua carriera una semifinale di un WTA 1000, dopo quelle di Toronto nel 2013, Miami nel 2023 e Dubai nel 2024. Una conferma straordinaria della longevità tennistica di Cirstea è rappresentata dal divario tra la sua prima semifinale in un torneo di questa categoria (Toronto 2013) e l’ultima (Roma 2026). Un arco temporale di ben 13 anni che rende tale gap il secondo più lungo dall’introduzione di questo formato nel 2009. Superato solo da Anastasia Pavlyuchenkova e Victoria Azarenka – ma che fine ha fatto Azarenka? -, capaci di raggiungere semifinali WTA 1000 a distanza di 15 anni l’una dall’altra. WTA Roma: gli straordinari numeri di Sorana Cirstea Cirstea è diventata la terza semifinalista più anziana in quel di Roma nell’Era Open, superata solo da Martina Navratilova nel 1994 e Billie Jean King nel 1982. Dall’introduzione della categoria WTA 1000 (nel 2009), solo le sorelle Williams sono riuscite a raggiungere una semifinale a un’età più avanzata. Serena a Toronto nel 2019 e Venus a Miami (2017) e Indian Wells (2018). Questi dati e i nomi citati evidenziano quanto sia speciale il 2026 di Sorana Cirstea. Grazie alle sue prestazioni, la romena si trova proiettata alla posizione numero 21 della classifica live. Un risultato che le permette un vero e proprio “viaggio nel tempo” eguagliando il suo best ranking risalente al lontano 2013. Un career high che, a 36 anni, potrebbe addirittura essere riscritto in caso di approdo in finale a Roma. L’ulteriore conferma di questo straordinario stato di grazia è rappresentata dal posizionamento di Sorana Cirstea nella Race. Prima del match tra Iga Swiatek e Jessica Pegula, la romena occupa infatti la decima posizione nella classifica stagionale. Un dato che la trasforma ufficialmente in una mina vagante in vista del Roland Garros. Sorana si presenterà a Parigi non solo per onorare il suo ultimo Slam sulla terra battuta. Ma come una candidata seria per fare qualcosa di speciale. In questo suo ultimo anno nel circuito, Cirstea vanta un bilancio di 27 vittorie e 7 sconfitte. Il momento più alto rimane il titolo conquistato davanti al suo pubblico al Transylvania Open, vinto senza perdere un solo set e lasciando le briciole alle avversarie. Ben tre 6-0 rifilati durante il torneo, due dei quali arrivati consecutivamente in semifinale contro Snigur e in finale contro Raducanu. Anche sulla terra rossa il suo rendimento nel 2026 è eccezionale. 10 vittorie su 12 match disputati, con le sole Mirra Andreeva (a Linz) e Coco Gauff (a Madrid) a riuscire nell’impresa di fermarla in questa parte di stagione. Il risultato che ha maggiormente sorpreso gli appassionati e gli esperti è stato però la sua prima vittoria in carriera contro una numero 1 del mondo (un traguardo che la stessa Cirstea ignorava di aver raggiunto). A cadere sotto i suoi colpi è stata Aryna Sabalenka. Grazie a questa impresa, Sorana è diventata la quinta giocatrice più anziana dal 1975 a sconfiggere la leader del ranking WTA, unendosi a un club di livello assoluto composto dalle sorelle Williams, Martina Navratilova e Billie Jean King. La carriera di Cirstea L’avventura con la racchetta per Sorana Cirstea inizia a soli 4 anni grazie alla madre, Liliana. Dopo il percorso tra Junior e ITF, nel 2006 muove i primi passi nel circuito WTA esordendo nel tabellone principale di Stoccolma e chiudendo la stagione poco fuori dalle prime 350 del mondo. La svolta arriva l’anno successivo. Ad aprile raggiunge la finale a Budapest partendo dalle qualificazioni. E, in estate, calca per la prima volta i campi degli Slam (giocando le qualificazioni a Wimbledon). Nel 2008 la situazione cambia. Cirstea conquista il primo dei suoi quattro titoli WTA a Tashkent, in Uzbekistan, superando in finale la tedesca Sabine Lisicki e chiudendo il 2008 in top 40. Il primo vero exploit a livello Slam arriva nel 2009, con i quarti di finale al Roland Garros. Un risultato che allora sembrava l’inizio di una lunga serie di successi ai vertici. E che invece, col senno di poi, testimonia la singolare discontinuità del suo viaggio. I due quarti di finale Slam della sua carriera sono infatti separati da ben quattordici anni, dalla terra rossa di Parigi nel 2009 al cemento di New York allo US Open 2023. Ha raggiunto la finale più importante della sua carriera in singolare a Toronto nel 2013. Sorana approda all’ultimo atto più importante della sua vita, eliminando lungo il percorso tre Top 10 del calibro di Wozniacki, Kvitova e Na Li, prima di arrendersi in finale alla numero 1 del mondo Serena Williams. Grazie a quell’impresa, ottiene il già citato best ranking al numero 21, traguardo che oggi, nel 2026, sta incredibilmente eguagliando. In una carriera così longeva, gli infortuni hanno giocato un ruolo determinante. Nel 2016, la tennista romena è costretta a ripartire dai tornei ITF per risalire la china dopo un serio problema alla spalla. Anche in quell’occasione, Sorana lascia il segno. Si guadagna la semifinale a Rio de Janeiro e, soprattutto, i quarti di finale nel “1000” di Madrid, dove, entrata con una wildcard, viene fermata solo dalla futura finalista Cibulkova. Una discontinuità che si riflette anche nel palmarès. Dopo il successo di Tashkent, il digiuno di titoli è durato ben 13 anni, interrotto solo a Istanbul nel 2021. Infine, dopo un nuovo stop forzato a fine 2025 per un intervento al piede post-Wimbledon, Sorana è tornata protagonista assoluta in questi ultimi mesi, trionfando a Cleveland nell’agosto 2025 – partendo dalle qualificazioni – e regalando al suo pubblico il già citato, emozionante successo di Cluj-Napoca a inizio 2026. Il futuro di Cirstea Se l’attenzione nel breve termine è sulla sfida con Coco Gauff, una avversaria che è un tabù per la romena che ha perso le tre sfide sempre al terzo set, due delle quali disputate quest’anno (Miami e Madrid), quella un po’ a più lungo raggio è legata ad un eventuale ripensamento. Quando ha comunicato il suo addio a fine 2025 Cirstea ha scritto che “ne è valsa la pena di tutti i sacrifici fatti”. Concludendo poi con un invito ai tifosi: “Non vedo l’ora di vedervi vicino al campo per un ultimo ballo in tutto il mondo. Ci vediamo nel 2026!”. E quest’ultimo ballo sta avendo un ritmo del tutto inatteso. Dopo la vittoria contro Sabalenka, Cirstea ha ribadito di avere “le idee abbastanza chiare sul fatto che alla fine dell’anno voglio ritirarmi“. Dall’altro canto un exploit in terra italiana potrebbe cambiare le carte in tavola, dato che la stessa tennista romena ha lasciato un piccolo spiraglio. “È come se ci fosse sempre una piccola porta aperta, perché non si sa mai come vanno le cose nella vita“. ...