You are here

Roland Garros, Kostyuk: “Vorrei dalle russe una posizione più chiara”

Il derby ucraino ai quarti di finale del Roland Garros ha premiato Marta Kostyuk. La più giovane delle due connazionali ha battuto Elina Svitolina giocando una grande partita, solida, che restituisce una giocatrice sempre più in forma. Che giocherà per la prima volta in carriera una semifinale Slam. Ma l’argomento calzante della sua conferenza ha riguardato la situazione a Kiev, dove anche stanotte c’è stato un pericoloso bombardamento. Come le era accaduto nel primo turno, però, la ragazza ha saputo andare avanti. D: Hai detto in campo che nel terzo o secondo set hai guardato Sandra ed era molto arrabbiata con te. Quanto pensi che dimostri la tua crescita il fatto di essere riuscita a recepire quel messaggio, cambiare tattica e andare in avanti, considerando che qualche mese o anno fa forse avresti reagito in modo completamente diverso?Kostyuk: “Non penso che fosse davvero arrabbiata, era molto concentrata e mi ha fatto capire cosa dovevo fare: dovevo spingere quella palla che non ho spinto. Ho cercato di alzarla e l’ho sbagliata. Era all’inizio del terzo set, ero avanti 2‑1 ed era il primo punto del game. Da lì ho capito cosa dovevo fare. Ho perso quel game, ma sapevo che stavo facendo la cosa giusta e poi ero molto convinta di quello che dovevo fare, e questo mi ha aiutata. Non credo che Sandra sia spesso così, ma è stato un segnale molto chiaro di quello che dovevo fare e l’ho ascoltato, sapevo che lo faceva con buone intenzioni. Non credo fosse direttamente arrabbiata con me, era solo molto intensa nel momento“. D: Marta, dall’invasione illegale del tuo Paese iniziata quattro anni fa non c’è stato molto successo sportivo per l’Ucraina, a parte Oleksandr Usyk (un pugile, ndr). Se riuscissi a vincere questo weekend, cosa pensi che significherebbe per il tuo Paese, per i tuoi connazionali? Cosa pensi significherebbe per loro se riuscissi ad arrivare fino in fondo?Kostyuk: “Per prima cosa non penso che i risultati sportivi siano stati così negativi, perché abbiamo avuto la più grande rappresentanza alle Olimpiadi da quando l’Ucraina è diventata indipendente, e questo dice molto. Abbiamo anche vinto delle medaglie, abbiamo ottimi saltatori in alto in questo momento. Ovviamente Usyk è una leggenda e penso che le tenniste ucraine siano in grande forma adesso, soprattutto le ragazze. Sono felice perché tutti gli atleti stanno cercando di resistere e di uscirne meglio dall’altra parte in questa situazione. Ognuno reagisce in modo diverso, ma dopo quattro anni si vede quanto siano resilienti, quanto lo siano davvero. La maggior parte degli atleti ucraini torna in Ucraina per allenarsi. Non hanno il privilegio che ho io o altre tenniste di viaggiare sempre ed essere fuori dal pericolo. Loro si allenano lì, vivono lì. Riuscire a competere vivendo in questa situazione, per me, è un altro livello. Sono molto orgogliosa di tutti loro e felice di rappresentare l’Ucraina, soprattutto con la partita di oggi. Non penso troppo avanti: con tutto quello che succede, per me essere qui è una vera benedizione e non penso alla vittoria come alla cosa più importante. Sono qui per rappresentare l’Ucraina e per godermela“. D: Hai menzionato la notte di pesanti bombardamenti di ieri. Eri sveglia e consapevole di quello che stava succedendo o eri già andata a dormire e hai saputo le brutte notizie solo al risveglio?Kostyuk: “Di solito disattivo tutte le notifiche delle notizie. Ne vedo qualcuna, ovviamente, ma ho tolto le notifiche tanto tempo fa. Non c’è niente che io possa fare, se non seguire quello che succede. Ho visto che è iniziato già ieri sera, ma non seguo mai le notizie durante la notte: non cambierei nulla e non dormirei. Se non riuscissi a vivere senza notizie e senza seguirle, tanto varrebbe tornare in Ucraina e vivere lì, perché qui sono al sicuro, sono qui per fare il mio lavoro. Cerco di separare queste cose. Quando mi sono svegliata stamattina ho visto che era ovunque sulle notizie, ho scritto alla mia famiglia per sapere se stavano bene. Questo è praticamente tutto quello che posso fare. La cosa più importante che posso fare è sedermi qui e parlarne, così più persone possono venirne a conoscenza e non abituarsi a questa vita terribile“. D: La prossima avversaria sarà una giocatrice russa. È qualcosa che vuoi o riesci a mettere da parte quando sei in campo, o non puoi fare a meno di pensare che giochi contro una russa e questo rende le cose diverse? Kostyuk: “Se non fossi in grado di separare le cose, non sarei riuscita a battere Mirra due volte quest’anno. Sono migliorata molto in questo. Di solito non mi interessa chi ho dall’altra parte della rete, sono lì per giocare a tennis e fare il mio lavoro, e basta. Questo non cambierà giovedì“. D: Solo per restare su questo tema. Dopo la vittoria su Oliynykova, Shnaider ha detto: “Non gioco contro un’avversaria, gioco contro la palla, perché la palla è sempre la stessa”. E Alexandrova, parlando di affrontare un’ucraina, ha detto che cerca di pensare solo alla palla che le arriva, che non importa chi ha di fronte. È frustrante sentirlo? Sembra quasi che provino a evitare di parlare della situazione. Ti dà fastidio?Kostyuk: “Per me non è più frustrante. Sono tutte adulte, sanno di cosa parlano, sanno cosa sta succedendo. Hanno i telefoni, Instagram, le notizie, sono chiaramente consapevoli di quello che accade. Se è qualcosa di cui vogliono evitare di parlare, è una loro scelta e sono loro a doverci convivere, non io. Scelgono una strategia che funziona per loro e basta, io non posso farci molto. Vorrei che ci fosse una posizione più chiara su quello che sta succedendo, soprattutto quando il tuo Paese sta uccidendo altre persone. Non so come si possa dormire serenamente sapendo che questo sta accadendo e non avendo nulla da dire. Non ho molto altro da aggiungere“. D: È la seconda partita che giochi dopo una serata di attacchi missilistici, la prima è stata al primo turno. Durante il match è qualcosa che ti torna in mente, immagini di quello che è successo nella notte, pensieri su questo, oppure riesci a distaccarti completamente per tutta la durata della partita?Kostyuk: “Dipende dalla notte, da quanto è al sicuro la mia famiglia, se qualcosa mi ha colpita particolarmente, se ho letto notizie davvero strazianti. È per questo che cerco di evitarle: dopo la partita leggo tutto, ma prima dei match cerco di non farlo. Prima del primo turno è stato molto difficile, non sapevo se sarei riuscita a non pensarci. Oggi è andata bene, perché come ho detto i miei amici e la mia famiglia, tutti quelli a cui abbiamo scritto, stavano bene. In quel momento era l’unica cosa che contava per me, e sono andata in campo a giocare a tennis“. Ubaldo Scanagatta: Ciao, complimenti per oggi. In questo periodo, con la guerra e tutto quello che sta succedendo, il tennis non può essere la cosa più importante in Ucraina. Ma qual è la situazione per quanto riguarda l’elettricità e la televisione? La gente può guardare la TV, ci sono abbastanza canali disponibili, o magari solo in una o due città e non altrove? E in un certo senso ti dispiace che una partita tra te e Svitolina, che sarebbe stata enorme nel tuo Paese, non possa avere tutta l’attenzione che meriterebbe per via della guerra? So che la guerra è molto più importante di una partita di tennis, ma è un peccato, sarebbe potuta essere una cosa fantastica e non può esserlo. Qual è la tua reazione? E hai idea di quante persone possano guardare la TV in Ucraina?Kostyuk: “Sicuramente non conosco le statistiche, ma al momento credo che non ci siano problemi con l’elettricità. È stato un grosso problema in inverno. A volte i miei genitori sono rimasti senza elettricità per due o tre giorni, e così anche altre persone. Era terribile, soprattutto con meno venti gradi fuori, è stato un grande problema per tante persone. Adesso va meglio, non ci sono problemi con l’elettricità e, da quello che ho visto nelle notizie e tra i messaggi di congratulazioni, c’erano molte persone che la guardavano. Penso che sia stata una partita importante per l’Ucraina e ovviamente mi sarebbe piaciuto che fosse stata la finale, ma abbiamo quello che abbiamo. Sono sicura che c’è sempre internet, anche quando non c’è elettricità: dopo quattro anni le persone sono preparate, sanno che devono caricare tutti i telefoni e i computer prima della notte, perché non sanno come sarà la situazione al mattino. Ci sono tanti tifosi molto appassionati e sono felice di poter condividere questi momenti con loro: guardano comunque, qualunque cosa succeda“. ...

Related posts

Leave a Comment

By continuing to use the site, you agree to the use of cookies. more information

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi