Roland Garros, Sinner: “Sono felice quando non tocco la racchetta”
Si apre con una vittoria, e fin qui nessuna notizia, la campagna di Jannik Sinner al Roland Garros 2026. L’azzurro apre la rincorsa all’unico Slam che gli manca battendo in tre set, anche più netti di quanto non traspaia dal punteggio, mai in dubbio, Clement Tabur. L’azzurro approda al secondo turno, che giocherà giovedì contro Juan Manuel Cerundolo. Ma sa bene quanto il cammino sia ancora lungo, come si evince anche dalle parole in conferenza stampa. D: Ti spaventano le condizioni così calde di questi giorni?Sinner: “Sono felice di giocare di sera, di giorno, in qualsiasi orario mi mettano. Ci siamo preparati nel modo giusto, ma l’umidità non è così pesante come in Australia o negli Stati Uniti. Vedremo giorno per giorno“. Ubaldo Scanagatta: Quando fai il rovescio con il salto lo fai per anticipare o perché riesci a dare più peso alla palla?Sinner: “Dipende che tipo di colpo voglio fare. Se sto fermo con i piedi devi avere il timing quasi migliore, appena sbagli il tempismo la palla non ti esce tesa ma un po’ mossa. Il salto dà sicurezza, ma nell’altro senso ti toglie più energia. Mi sento più comodo“. D: Hai qualche pressione in più senza Alcaraz, anche considerando il rendimento della tua stagione su terra?Sinner: “La pressione è parte del nostro gioco. Tutti hanno pressione, anche voi ce l’avete nel fare un buon articolo. Cerco di prenderla con naturalezza, so che giocatore sono. E se non senti pressione non ti interessa. Io ci tengo a fare il massimo sul campo, a vincere, ma se perdo non è che caschi il mondo“. D: Parlando di aspetti tecnici. Hai aggiunto tante cose in queste stagioni su terra. Di cosa sei più contento, e dove pensi che ti manchi qualcosina?Sinner: “A 24 anni non sei al completo. Saranno anni importanti fino ai 27-28, lì dai una forma al corpo, e quindi anche al tuo gioco. Poi dopo si tratta di mantenere un certo ritmo. E non vuol dire che non migliori, Rafa, Novak, Roger sono sempre migliorati. Il servizio devi cambiarlo sempre di più, anche da fondo campo devi essere messo molto bene, a volte accorci il punto, altre allunghi, c’è qualcosa in cui migliorare“. D: Cahill ha detto che ti hanno obbligato a fermarti per tre giorni. Questa voglia deriva dalla passione per il tennis, dal voler stare sulla scia di questi succesi?Sinner: “Il riposo fa parte dell’allenamento, la scia è importante per arrivare bene più tornei possibile. Io amo stare in campo, ho capito l’importanza di fare palestra, dove prima facevo più fatica ad allenarmi, anche mentalmente. Ora so cosa devo fare, fa parte del gioco, sto capendo anche io. Sono felice quando non tocco la racchetta, però ripeto, questo fa parte dei 24 anni. Devi avere una minima guida, sono consapevole di quanto sia cresciuto, è importante avere questo team, senza di loro non sarei qua“. D: Come giudichi la prova di oggi? Le prime partite di torneo sono una specie di allenamento agonistico per un campione come te, vista la differenza con gli avversari. Dai sempre il 100% o ti limiti un po’ per risparmiare energie pensando ai turni successivi?Sinner: “Do il 100% di quello che ho quel giorno, metto il massimo che posso dare Non voglio avere rimpianti quando vado a letto, sto provando quello che va bene quando gioco il serale. I primi turni non sono mai semplici, sono contento“. ...